Crea sito

Contatti

Costruita all’inizio del XVI secolo per iniziativa dei Dalmati (chiamati Schiavoni) che qui si riunivano, la Scuola custodisce un importante ciclo di dipinti di Vittore Carpaccio che ritraggono episodi della vita dei Santi Giorgio,Trifone e Gerolamo.

contatti
Indirizzo: Castello 3259/a, 30122, Venezia
Area: Venezia, Centro Storico, Castello
Tel. Chiesa: +39 041 5228828 - Tel./Fax Archivio Storico e Museo: +39 041 5208446

Informazioni
Mezzi pubblici per raggiungerlo: N. 1/52 fermata/stop S. Zaccaria

Orari di apertura: lunedì 14.45-18.00; dal martedì al sabato 9.15-13.00, 14.45-18.00; domenica 9.15-13.00. Festività aperto ore 9.15-13.00.
Chiuso lunedì mattina e domenica pomeriggio.

Offerte: intero: € 4    -     ridotto per gruppi: € 2       

UNA LINGUA ANTICA: IL DALMATICO

Campione linguistico:  il  PADRE NOSTRO  in  DALMATICO 

Tuota nuester                                                               
Che te sante intel sil
Vina el reino to,
sait fot la voulontot toa,
coisa in sil, coisa in tiara.
Duote cost dai
El pun nuester cotidiun
E remetal nuester debete
Coisa noiiltri
Remetiaime a nuester debetaur,
e naun ne menur,
nun en tentatiaun
deliberiaine dal mul.
Coisa sait.

Padre nostro,
che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome.
Venga il tuo regno.
Sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi
il nostro pane quotidiano
E rimetti a noi i nostri debiti,
come noi
li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci indurre in tentazione,
ma liberaci dal male.
Cosi’ sia

Secondo lo storico Giovanni De Castro, nell’XIº secolo oltre 50.000 persone parlavano il dalmatico. Con le conquiste della Repubblica di Venezia il dalmatico fu in gran parte sostituito dal veneto: sembra ad esempio che nella città di Zara questo cambiamento sia avvenuto già prima del  Rinascimento.
Il dalmatico, nella sua forma di dialetto raguseo, fu invece la lingua dominante della Repubblica di Ragusa sino all’XIº secoloe diffusa fino alla metà del Quattrocento. Sappiamo pero’ che alla fine del XIVº secolo la lingua parlata maggiormente a Ragusa non era più il dalmatico. Le classi più elevate erano comunque bilingui o trilingui, parlando sia il latino che l'italiano che il dialetto slavo di Ragusa. Un testimone dell’epoca riporta che negli anni 1434-1440, quando insegnava la grammatica latina a Ragusa, nei tribunali si parlava ancora in dalmatico, ma gli stessi giudici parlavano con lui in italiano. Il dalmatico si estinse a Ragusa verso la fine del Quattrocento. Per il grande umanista raguseo Elio Cerva (1460 circa - 1520) il dalmatico era già una lingua dimenticata, un ricordo dell'infanzia.
Solamente in alcune aree limitate, come le isole del Quarnero, il dalmatico sopravvisse probabilmente sino ai tempi di Napoleone. L'ultimo a parlare il dialetto settentrionale, un certo Tuote Udaina, morì a Veglia nel 1898. Prima di morire era stato intervistato dal glottologo Matteo Bartoli che nel 1906 pubblicò due volumi sul dalmatico (Das Dalmatische), tuttora fondamentali per lo studio dell'antica lingua.

Il dalmatico come lingua neolatina è dunque completamente estinto.